Questo titolo è tratto da una letterina inviata da una bambina al Corriere dei piccoli nei primi anni ottanta. Leggerla mi ha fatto molta tenerezza e per me ha rappresentato un' occasione di riflessione e di approfondimento. Riporto per intero la breve lettera, omettendo il nome della bambina:

"Sono disperata perchè temo che Goldrake verrà dimenticato e non più amato dai bambini perchè la Rai 2 non lo darà per le generazioni future e i nuovi nati che non l'hanno visto. Cercate di convincere la Rai a non abbandonarlo mai!"

Che dire! Parole sante. Già all'epoca avevamo il Nostradamus italiano perchè è successo proprio quello che temeva. La Rai non solo ha dimenticato Goldrake, ma ha fatto toccare la stessa sorte a tante altre glorie; inconcepibile aver lasciato morire i diritti per serie storiche quali Heidi, l'ape Maia, Anna dai capelli rossi, Remì che hanno fatto la storia della Rai. Rinnegare il passato è proprio brutto, ma, si sa, la Rai ha tagliato i ponti con l'animazione giapponese intorno alla metà degli anni ottanta (a parte qualche comparsa sporadica di serie minori) per le polemiche che divamparono in seguito all'inondazione degli anime che sollevarono polveroni sulla violenza.

La tv di oggi è proprio poca cosa. Non esiste neanche più la tv dei ragazzi. Tanti anni fa si sapeva che erano le quattro del pomeriggio perchè iniziava bim bum bam. E tornando alla Rai, il contenitore per ragazzi Buonasera con...ci ha offerto tante serie come Goldrake e Harlock. Oggi è solo un mesto ricordo se riflettiamo sul vuoto che c'è, ma una grande gioia se penso che io c'ero. Se torniamo indietro nel lontano 1977 è proprio grazie alla Rai se noi abbiamo potuto vedere il primo cartone animato giapponese nel nostro paese e questo cartone è Vicky il vichingo, serie che racconta le avventure di Vicky, un bambino vichingo che vive nel villaggio di Flake alla fine del IX secolo, famoso per l'abilità di togliere dai guai in ogni episodio la ciurma di vichinghi capeggiata dal padre con delle idee geniali. La Rai ha spalancato le porte all'animazione giapponese. Intere generazioni hanno seguito, crescendo, le avventure di Goldrake, di Maia, di Heidi, di Marco, di Harlock, di Anna. Poi ha chiuso le porte e la Rai non è stata più sinonimo di anime, perdendo nel tempo l'affetto dei giovani e la stima di chi oggi è adulto.

Oggi è naturale chiedersi se le generazioni più giovani possono stare senza un Goldrake. Certo che ci possono stare, ma solo perchè non lo hanno conosciuto e non possono fare confronti con le serie che gli vengono propinate oggi. Anche all'epoca si vedeva Braccobaldo e gatto Silvestro ma quando arrivò Goldrake tutto cambiò e allora si potè capire cosa volesse dire animazione giapponese rispetto a quella americana; e la conversione fu totale. La Rai ha dimenticato Goldrake negli anni e il mitico robottone è lontano dagli schermi televisivi ormai da tanti anni (ma si potrebbe dire lo stesso per Jeeg o Mazinga). La Rai ha dimenticato Goldrake e si è dimenticata anche di come era tanti anni fa quando sapeva fare televisione. Aver dimenticato Goldrake è una politica ben definita in cui rientra anche l'aver abbandonato Heidi o l'ape Maia. Che è come dire niente più eroi per le generazioni future. Perchè anche la Mediaset sta intraprendendo questo triste cammino; Dragon Ball o Naruto posso sostituire Goldrake, Harlock o Jeeg nell'immaginario collettivo di modo che in un futuro gli ormai adulti potranno commuoversi pensando alla sfera del drago come noi facciamo pensando all'alabarda spaziale e al pirata tutto nero che per casa ha solo il ciel? Sono perplesso! Quelli erano anni mitici e non li puoi ripetere se non c'è qualcuno che cambia rotta. Ogni generazione ha i propri programmi, i propri eroi e i propri ricordi -questo è vero- però è indubbio che oggi in tv manca lo spessore. La bambina, con l' appello nella lettera, vuole dirci che anche le generazioni future devono conoscere Goldrake perchè potrà dare tanto a loro come a noi in passato. Generalizzando lo stesso vale per tantissime serie che negli anni d'oro ci hanno regalato intense emozioni. Tralasciando le repliche che ripropongono saltuariamente vecchie glorie, l'animazione di oggi incorona eroi personaggi di basso livello; questa è l'onda e non c'è più spazio per Goldrake.

I vecchi cartoni non sono completamente scomparsi in tv però l'offerta riguarda soprattutto i canali satellitari a pagamento che non sono presenti in tutte le famiglie. Il punto cruciale è che è cambiato il modo di fare tv e le nuove generazioni sono convinti che siano belli il Grande Fratello o Naruto perchè la tv li convince di ciò. Esempio è l'esercito di emittenti locali che negli anni 70 e 80 presentavano palinsesti ricchi di cartoni animati, telefilm e film, roba da far raccogliere la bava dalla bocca, fenomeno oggi inesistente perchè quasi tutte le emittenti locali programmano ore e ore di proposte commerciali e programmi sportivi.

Quindi, concludendo, cara bambina, oggi la tv ha dimenticato Goldrake però il suo ricordo è vivo. Noi appassionati non ci dimentichiamo neppure di tante altre serie meno diffuse come Giatrus o Starblazers. Uno spazio particolare nel nostro cuore è occupato dalle sigle, magistralmente interpretate ed imbattibili, in un panorama discografico che all'epoca ha dato vita ad uno dei fenomeni pop più belli. Tutti coloro che hanno realizzato queste sigle ne vadano fieri; perchè oggi nessuno è più in grado di fare questo! E poi c'è RadioAnimati che mantiene vivo il ricordo delle vecchie sigle tv. Come dire, nel cuore e nel ricordo niente muore!